dal 1960-1980

SONETTI

1961 - Eligio Bartolloni

Presso Eraclea nell'alto Egitto, a Coma
venisti al mondo; ma passati gli anni
del romitaggio, lungi dagli inganni
dei sensi, a Tebe, ove il poter di Roma

sostò stupito: che spandeva aroma
di virtù santa, sotto rozzi panni,
una falange, tra i sabbiosi scanni,
né dalla gloria, né dall'oro doma.

Dei Cenobiti grande Patriarca,
al nome Tuo l'influsso del Maligno
lascia la terra, l'aria ed il fuoco. Incarca

l'animo nostro di fermezza, asprigno
rendilo e ardito nell'era che varca,
contro chi tinge il mondo di sanguigno.

Araldo Buccilli

1962 - Lorenzo Sciacquatori

Glorioso Sant'Antonio, a Te il Signore
diede i natali della Sua stessa terra.
Grandi tesori celesti in Te rinserra,
candido giglio di puro candore.

Spirito divino di fede e splendore,
col demonio sostenesti guerra,
facendolo fuggir sotto terra,
condannato all'eterno calore.

Oggi tutti i popoli lo sanno;
hai abbattuto idoli e potenti,
intorno alla Tua Luce tutti stanno.

Vissuto senza macchia e senza inganno,
protettore di popoli e d'armenti,
sarai per ogni secolo ed ogni anno.

Paolo Di Carlo

1963 - Ennio Moretti

Chi Ti guidò per gli aridi cammini
della virtù, in squallidi recessi,
come se in uggia tutto il mondo avessi
coi fasti suoi, coi foschi suoi destini!

Glorioso Santo, furono i divini
disegni, perché fertili le messi
sui mistici maggesi Tu cogliessi,
dov'erano soltanto rovi e spini.

Ed oggi in Cielo il Tuo potere è forte,
che a Te fu dato liberar la terra,
il fuoco, l'aria, i mansueti armenti

dalle influenze di maligna sorte.
Noi Ti preghiamo: pace, non più guerra;
riso di bimbi, non miseria e stenti!

Araldo Buccilli

1964 - Massimo Belli

O gran Santo, eroe di pura luce, ecco di nuovo il tempo galantuomo
che, col fango o con la neve, ai tuoi piedi ci conduce.
Se guardo pregando il volto Tuo severo,
mille idee e mille cure mi martellano il pensiero.
Gran Santo, quanto cammino dai tempi tuoi a quello dei castelli
han fatto fino ad oggi i tuoi fratelli!
Non conosceresti più la terra che abitasti.
Com'è lontana l'età nostra dalla Tua!
Non solo nel Tuo mar, ma pur nei cieli puntan le nostre navi l'ardita prua.
Con la velocità del suono addirittura, superiam della terra ogni cintura.
Segrete forze, insospettate fonti ci ha rivelato a stento la natura.
Una sorgente ancor non conosciamo, una meta ancor non raggiungiamo:
siamo ancora mendicanti della pace, siam feriti, stanchi, traditi tra le onde
alla ricerca di felici sponde...
Caro Santo, sai dirmi dove sia la felicità, qual'è la via?
Dov'è il segreto di sicura pace, per cui ogni tormento tace?
Dov'è il bene supremo cui stanco, tradito io sempre anelo?
...”Figliuolo, è solo nel Vangelo”

Don Giuseppe Boccetti

1965 - Lorenzo Moretti

Lasciasti il pesante fardello
le cure, le gioie del mondo;
mirasti ad un fine più bello
con Fede e amore profondo.

Fiorì nel deserto la vita.
Trovasti pregando la pace
che invano nostr'alma smarrita
ricerca nel mondo fallace

Tra dune infuocate la via
trovasti, lottando, sicura
(cercarla nel mondo è follia)
che porta alla gioia futura.
Vedesti illustrato il cammino
sottratto alla falsa parvenza:
avesti quel senso divino
che è dono d'Eterna Sapienza

Pur noi nel deserto abitiamo
del mondo, fatale, anelanti,
qual turba dannata corriamo
tra immense rovine fumanti.

ancora non paghi, accecati.
Tua prese ci salvi, gran Santo:
ritorni il sereno. Placati,
migliori alla prova del pianto,

gli uomini a miti consigli
ritornino all'opre beati.
D'un Padre noi tutti siam figli
che sprona, che attende desiati.

Trovar potremo in Lui che aiuta
la via che abbiamo smarrita,
la vita che abbiamo perduta,
la pace che abbiamo tradita.

Don Giuseppe Boccetti

1966 - Fernando David

Di Cristo le parole innovatrici
udisti un giorno: Và, gl'incantamenti
fuggi del mondo; l'acqua pei sizienti
scesa dal monte, sgorga alle pendici.

Andasti. Il monte è Dio. E le felici
linfe ristoratrici, i patimenti
che Tu trovasti in luoghi aspri silenti
per Te, in Egitto, e i consensienti amici.

Ora sei Santo: la celeste corte
Ti accoglie onusto di preziosi allori,
di Luce circonfuso siderale.

Tu prega, che dal baratro di morte
l'afflitta umanità pervenga fuori
la vita a conseguir bella immortale.

Araldo Buccilli

1967 - Gino Alessandri

Lasciasti il pesante fardello
di cure, le gioie del mondo;
mirasti ad un fine più bello
con Fede e amore profondo. .

Tra dune infuocate trovasti
del Cielo la via sicura;
tra lotte e preghiere temprasti
la Fede nell'anima pura.

Vedesti illustrato il cammino
sottratto alla falsa parvenza:
avesti quel senso divino
che è dono d'Eterna Sapienza.

Pur noi nel deserto abitiamo
del mondo, insano e fallace:
qual turba dannata corriamo
cercando la luce, la pace.

Ridonaci o grande Patrono
la pace che abbiamo tradita.
Ridona a noi col perdono
la via che abbiamo smarrita.

Don Giuseppe Boccetti

1968 - Sergio Ortenzi

O gran Santo, eroe di pura luce, ecco di nuovo il tempo galantuomo
che, col fango o con la neve, ai tuoi piedi ci conduce.
Se guardo pregando il volto Tuo severo,
mille idee e mille cure mi martellano il pensiero.
Gran Santo, quanto cammino dai tempi tuoi a quello dei castelli
han fatto fino ad oggi i tuoi fratelli!
Non conosceresti più la terra che abitasti.
Com'è lontana l'età nostra dalla Tua!
Non solo nel Tuo mar, ma pur nei cieli puntan le nostre navi l'ardita prua.
Con la velocità del suono addirittura, superiam della terra ogni cintura.
Segrete forze, insospettate fonti ci ha rivelato a stento la natura.
Una sorgente ancor non conosciamo, una meta ancor non raggiungiamo:
siamo ancora mendicanti della pace, siam feriti, stanchi, traditi tra le onde
alla ricerca di felici sponde...
Caro Santo, sai dirmi dove sia la felicità, qual'è la via?
Dov'è il segreto di sicura pace, per cui ogni tormento tace?
Dov'è il bene supremo cui stanco, tradito io sempre anelo?
...”Figliuolo, è solo nel Vangelo”

Don Giuseppe Boccetti

1969 - Edelio Torri

Tu fosti l'insegnante dotto e asceta
dei primi tempi di Cristiana storia,
vivesti poverello anacoreta
illuminato vertice alla gloria.

Perenne gli Eretini per memoria
t'acclamano all'altare, quella meta
Dio la concede a sol privo di boria
con fede ed umiltà preghi in secreta.

Pregate il Sommo a toglierci i malanni,
le pene e le miserie temporali,
e dia la pace, il tema di Giovanni.

E sani controversie e tutti i mali,
gioia serena sia a futuri anni,
queste cattoliche preci augurali.

Oreste Carletti

1970 - Lorenzo Sciacquatori

O grande Santo, Sant'Antonio mio
che sempre soccorresti Monterotondo,
dài ancor oggi soccorso nel periglio
in cui si dibatte tutto il mondo.

Tu lo vedi la gente quanto pena:
non ha più guida, ed il suo Pastore
teme per il gregge e piange e trema
solo sperando in Cristo Salvatore.

Tu che il demonio vincesti in guerra,
Tu che trionfasti qual fulgida stella,
che respingesti il maligno sotto terra.

Aiuta noi e questa terra bella!
Facci ritrovar l'antico Amore!
Prega per noi del mattin la Stella!

Anonimo

1971 - Mario Belli

O gran Santo, nostro Patrono,
guarda paterno il gregge a Te affidato.
Sprona gli erranti a ritrovar
la via della salvezza.

Tieni lontano dalle nostre case
i mali, gli odi e gli affanni.
Parla al cuore di tutti
di pace, d'amore e di giustizia.

Prega per noi Iddio
perchè sull'arco
della nostra vita

sempre risplenda viva
la Luce
della Fede antica.

Anonimo

1972- Remo Bonfini

Caro Santo, fratello del deserto,
ogni anno che ritorna la Tua festa
è un giorno di schiarita, a mezzo inverno,
della mia vita tessuta di dolori, di fatiche
ed ora di silenzi.

Mi si riempie l’anima di pace:
potrei dire di gioia, ma una gioia strana
che ha il profumo di rose lontane
ma anche il peso di lagrime amare
che non so asciugare.

Mi rivedo bambino
sulla groppa dell’asino tenuto da papà.
Mi rivedo, con gli anni, più grande
con la torcia in mano
ed il cuore colmo di speranze,
correre sotto un cielo carico di pioggia
nelle strade profumate di mosto e di preghiera
correre gridando, mentre passavi Tu,
come i ragazzi ebrei ai tempi di Gesù.

Rivedo la gente. Quanta gente!
Quante facce che non ci sono più!
Risento la banda a cavallo, le risate
e le campane (o le campane dei miei giorni lontani!).
Come impazzite di gioia, a tutte le ore,
riempiono il cielo, le vie, le case
ma soprattutto il cuore
di suoni, di pace, di amore.

Rivedo mamma più bella che mai,
benedetta dalla messa del mattino
gioiosa, mentre di fuori piove o tira vento
prepara cantando,
i profumati maccheroni a cento.
Caro Santo, fratello del deserto,
ora tutto è cambiato. E come è cambiato!
Le cose, le case,
le facce che non conosco più.
Chi correva, pregava, gridava con me
ormai è beato lassù.

Ora tutto è più bello. è vero!
Ma il sapore del pane, di una mela,
la gioia che mangiavo rosicando una ciambella
o bevevo a larghi sorsi nella rara fontanella
non la ritrovo più, o forse non esiste più.

Caro Santo, anch’io sono cambiato. E questo è peggio!
Me lo dicevo anche poco fa
guardandomi allo specchio.
Sono stanco, vuoto di desideri, di speranze.
Vecchio! tanto vecchio! come sei Tu!
Chi me lo avesse detto!...
Non so più reggere una torcia accesa in mano.
Non so gridare più come una volta!
E dentro soffro. Soffro come mai
perchè il cuore, questo cuore è tale e quale,
come quando bambino, in quella santa sera,
caddi da cavallo e non mi feci male.

Ora tocca a Te, caro Santo, fratello del deserto,
come risposta alla Fede, alla preghiera,
farmi luce nella fredda sera, la mia sera...
Voglio incontrarTi anch’io nel Regno Santo
con mamma, papà, gli amici di lassù.
Voglio gridare attorno a Te
ancora una volta insieme
come il fragore d’un tuono:
Evviva! Evviva! S. Antonio.

Don Giuseppe Boccetti

1973 - Ulderico Amadio

Lasciasti il pesante fardello
di cure, le gioie del mondo;
mirasti ad un fine più bello
con Fede e amore profondo. .

Tra dune infuocate trovasti
del Cielo la via sicura;
tra lotte e preghiere temprasti
la Fede nell'anima pura.

Vedesti illustrato il cammino
sottratto alla falsa parvenza:
avesti quel senso divino
che è dono d'Eterna Sapienza.

Pur noi nel deserto abitiamo
del mondo, insano e fallace:
qual turba dannata corriamo
cercando la luce, la pace.

Ridonaci o grande Patrono
la pace che abbiamo tradita.
Ridona a noi col perdono
la via che abbiamo smarrita.

Don Giuseppe Boccetti

1974 - Adriano Scipioni

Dalla patria dell'Eterno
volgi a noi lo sguardo pio
perchè sei d'amor paterno
il riflesso del gran DIO. .

Tu ci additi con la fede
la visione di quel regno
cui ciascun divenne erede
lì nel “fronte” con impegno.

Tu di speme ogn'or vivesti
nel silenzio di una grotta
ma lo sguardo in alto avesti
col demonio nella lotta.

Tu ci doni la fortezza
tu ci guidi nel cammino
tu ci plachi l'amarezza
tu ci irradi del divino.

Spegni l'odio della guerra
perchè l'uomo è all'uom fratello
drizza il passo di chi erra
così tutto sarà bello.

Dal fanciullo al vecchio stanco
l'alma viva nell'amore
possa ognun sentirti al fianco
o gran Santo Protettore.

Giovanni Papini (P. Cappuccino)

1975 - Sergio Simei

O beato Antonio, santo d'Egitto,
guarda la nostra piccola Città,
che nient'altro aspetta, se non carità
da Te, che la passion hai trafitto.

Monterotondo nostra, pace cerca
e invoca l'unità da chi spera
nel nome di Dio, mane e sera
e la guerra e la lotta non merca.

Dai tranquillità a chi lavora,
perchè le famiglie sian unite
anche là dove si bestemmia ancora.

Il monterotondese si rincora
ché Santo Tu pari benigno e mite
e Te invoca fino all'ultim'ora.

Antonio Mancini

1976 - Fausto Ramarini

Celebriamo l'eterno trionfo
del gran Santo, che umile e forte
attraverso i travagli del mondo
ha raggiunto la gioia del cielo.

Distaccato dai beni caduchi
sempre volto ai valori supremi
le lusinghe e le insidie disprezza
dai fallaci splendori mondani.

Riconosce nei miseri Cristo
presta loro l'aiuto implorato
con chi soffre, anche Lui sofferente
per sanare lo spirito e il corpo.

O caro Santo dei miracoli
Antonio celeste Protettore,
dall'eterno gaudio del Signore
ascolta benigno chi ti prega.

Padre Daniele - Cappuccino

1977 - Fernando Felici

In questo giorno santo, ricordiamo con gioia
la festa di Sant'Antonio, nostro grande Protettore.

Uniamoci o fratelli con cuore puro e ardente
alla lode festosa della Chiesa di Cristo.

La fiamma dello spirito ha impresso nel suo cuore
il sigillo indelebile dell'amore di Dio.

Risveglia in noi la fede, la speranza, l'amore
dona pace e concordia alla città che T'onora.

Dolce amico dei poveri, intercedi per noi
sostieni il nostro cammino nella via del bene.

O Antonio Protettore, nostra vera speranza
accogli supplichevole le nostre preghiere.

Padre Daniele - Cappuccino

1978 - Otello Ortenzi

Sant'Antognittu meu, Sant'Antognittu,
ma nun lo vidi quello che succede?
Stu munnu nun lo vedo ì più rittu,
pare che nun c'è più mancu la Fede.

Quistu purtroppo, nun è più 'npaesittu,
pure se nui nun ce volemo crede.
Lu delinquente qua s'è fattu fittu,
l'amore pe la gente nun se vede.

Parla de droga pure 'nmulellittu,
a scola l'estremista t'è la sede.
Insomma, qua la pace è ormai finita.

Tu, che sì amatu pure 'nsomarittu,
mitti 'na mano a facce 'npò ricrede
e a retrovà l'amore pe la vita.

Alvaro Fiocchetta

1979 - Alberto Sorci

Siamo di nuovo uniti tutti quanti
per onorartTi sempre in processione
con cavalcate, torce accese e canti,
tutti con la medesima passione.

Accoglici contento, Santo bello,
che da anni, con la solita canzone
affratelliamo sempre questo e quello
e T'invochiamo tutti in comunione.

Rafforza Tu la fede a noi costanti
e prega Dio di Sua misericordia
che ravvicini i peccatori ai Santi.

Quando sarà dispersa la discordia,
innalzeremo a Te preghiere e canti
per aver raggiunto la concordia.

E. Ricciarelli

1980 - Domenico Mancini

Pe scrive stu sonittu a Sant'Antogno
voria dì tante cose, ma succede
che se và n'mani a ggente che ce crede,
de tante cose 'nce saria bbisogno.
Invece pe quill'atri che 'nce cridu
è inutile parlà de Sant'Antogno,
che tantu se ne ridu!

Ma nui che ce credemo...
pe convertì sta ggente che facemo?
Mettemoce 'na mani a la coscienza,
cerchemo 'mpo de fa mente locale:
tenemo tuttu eppure jamo male...
perché jamo perdenno la credenza!

E 'nvece 'Ntogno ch'era bbenestante,
però gristianu come DIO voleva,
lasciò la bbella vita che faceva,
pe' fa la vita come 'nmendicante,
e solu pe 'ndeserto se ne 'nnette.

Passava le ggiornate n'orazione,
stu Santarellu che c'è tantu caru,
eppò pe nun peccà de presunzione,
se fece amicu 'nporcu co 'nsomaru.
Privannose coscì de tuttu quantu,
trovò la strada pe' diventà Santu!

Nui che lu festeggemo e ce credemo,
vedemo de nun perde la via ggiusta,
semo più umani, che gnente ce costa
e so' convintu che ce retrovemo!

E che gristiani semo...
se certe cose nui ce le scordemo?
Quanno ggirava Gristo e predicava,
da certi peccaturi fù invitatu,
'nnette a sta casa 'ndove se peccava,
mortificanno chi 'nc'era 'rrivatu.

Pietro je disse: “'nce ì 'nmmezzu a 'ssa ggente!”
“Quistu è lu postu meu” - disse Gesù -
“Pietrucciu meu, nun si capitu gnente...
pe' quilli ggiusti bbasti pure tu!”
Da quella casa, quanno che scappò,
sapessivo la ggente che cambiò!

Facemo entrà a ste case Sant'Antogno,
andò se pecca pe' gnoranzità,
mo più de prima ce ne stà bbisogno,
e so seguro che ce juterà!

Ugo Angelini