LA P.U.S.A.A.

LA PIA UNIONE DI SANT'ANTONIO ABATE

Consiglio direttivo triennio 2020-2023

Presidente: Silvestri Umberto

Vice Presidente: D'Ortenzio Domenico

Segretario: Alessandri Sandro

Cassiere: Pierpaoli Arduino

Tesoriere: Federici Adriano

Consiglieri: Calvaresi Pericle

La Pia Unione, originariamente composta solamente da laici, principalmente contadini, “vignaroli”, carrettieri che trasportavano il vino della campagna fin dentro la città di Roma, nacque nel 1890, quando alcuni di loro decisero di mettere per iscritto le “regole” che fino ad allora venivano trasmesse oralmente di generazione in generazione.
Solo successivamente, nel 1935 e nel 1996, per stare al passo coi tempi fu sentita la necessità di meglio regolamentare e chiarire intenti e modalità da seguire durante i festeggiamenti, attraverso la stesura di idonei statuti. Oggi la Pia Unione continua ad essere una associazione completamente laica di devoti al Santo, che si prende carico di organizzare la festa in onore di Sant'Antonio.
A norma dello statuto i Confratelli della Pia Unione hanno in comune la caratteristica di essere solamente coloro i quali abbiano tenuto o tengano in custodia il Santo, la Sacra Statuina che raffigura S. Antonio Abate. Tenendo in custodia per un intero anno la Sacra Statuina, infatti, si acquisisce il titolo di Confratello, tributato solamente agli uomini.
Si può ottenere anche un altro titolo di Confratello Onorario, riservato a tutti coloro che abbiano reso utili servizi alla Pia Unione, partecipando alla questua, o portando lo Stendardo nelle Processioni. I Confratelli Onorari ricevono una medaglia dorata simile a quella d'argento dei Confratelli, in ogni caso non partecipano alle riunioni di ordine decisionale, non avendo diritto al voto.
La Pia Unione è guidata da un Presidente eletto a maggioranza di voti a scrutinio segreto, che rimane in carica per tre anni, ed è rieleggibile una sola volta. Il Presidente elegge a sua volta, in qualità di suoi collaboratori quattro Confratelli: il Vicepresidente, il Segretario, il Cassiere ed il Tesoriere. Queste cinque figure insieme sono preposte a controllare l'adempimento di ogni ufficio materiale o simbolico-religioso e sono “garanti” della corretta celebrazione della Festa in Onore di Sant'Antonio per la comunità. Al Tesoriere è in particolare affidato il compito di conservare L'Albo d'Oro, il registro in cui vengono elencati in ordine cronologico i Signori della festa di ogni anno.
L'organizzazione e le gestione dei festeggiamenti inizia circa tre mesi prima del 17 gennaio e comporta una riunione in casa del Signore della Festa, al termine dei festeggiamenti avviene un'altra riunione in cui vengono proposte una serie di riflessioni sulle procedure seguite nell'organizzazione.
La Festa viene celebrata in parte grazie alle offerte che derivano dalla Questua, svolta dai bussolanti, che bussando di porta in porta, offrono il Lunario del Campagnolo, la Sacra Immagine del Santino e copia del tradizionale “Sonetto”.
Per quanto riguarda le spese per la Festa di S. Antonio Abate, esse vengono sostenute dalla Pia Unione, dal Signore della festa ed in minima parte dal Signore uscente.
La Chiesa in cui avviene la celebrazione della festa è il Duomo, costruito nel 1629 e dedicato a Santa Maria Maddalena; un tempo la celebrazione della festa avveniva in realtà nella Chiesa di S. Stefano, che si trovava in piazza dell'orologio, e demolita agli inizi dell'Ottocento. Nel Duomo avviene la celebrazione del Triduo, una serie di funzioni religiose che si svolgono nei tre giorni precedenti la festa, mercoledi, giovedi e venerdi alle ore 17,00, durante le quali vengono rievocati, per un migliore cammino spirituale, i momenti salienti della vita del Santo.
In questa occasione il Duomo viene abbellito con decorazioni floreali, con drappi rossi dalle bordature dorate; la Statua del Santo, che viene custodita in Chiesa, viene esposta durante il periodo dei festeggiamenti dietro l'altare maggiore, mentre sul portone principale, e su i drappi color porpora che incorniciano l'abside, viene esposta una Immagine del Santo.
Tra i compiti svolti dalla Pia Unione nell'organizzazione della festa vi è anche quello, supremo, della scelta del Signore della festa del nuovo anno, che avviene ogni cinque anni, attraverso uno scrutinio delle domande di coloro che desiderano ricevere in casa la Sacra Statuina; le domande vengono deposte ai piedi dell'altarino del Santo, nella casa del Signore della festa, durante gli otto giorni in cui la Sacra Statuina rimane esposta; viene registrata l'ora della deposizione delle domande, che costituirà o potrà costituire un criterio di scelta. Ma non tutti possono ambire al ruolo di Signore della festa, questo perché bisogna essere in possesso di determinati requisiti:
1) Innanzitutto bisogna essere un individuo di sesso maschile;
2) E' necessario avere la propria residenza all'interno del centro storico del paese o in prossimità di questo;
3) Bisogna essere di credo cattolico;
4) Bisogna essere in grado di contare sull'aiuto di una donna (solitamente la moglie del Signore della Festa, ma può anche essere la madre di questi o la figlia);
5) Avere disponibilità economiche per affrontare le spese della festa;
6) Godere di sani principi morali.
In nessun caso, come recita l'articolo 21 dello Statuto della Pia Unione (consultabile per intero all'interno del sito), i Confratelli possono ricevere la Sacra Immagine per una seconda volta, “qualora si verificasse che non ci fossero nuove richieste, si provvederà, per il prosieguo della tradizione, al sorteggio tra i Confratelli”. Stabilito quale sia il Signore della festa, viene comunicata la scelta tramite una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno, che deve pervenire entro i due anni precedenti all'anno in cui la persona scelta è stata indicata a tenere la Sacra Statuina. Al richiedente rimane comunque la possibilità di recedere dall'incarico, comunicando la sua decisione entro i 60 giorni susseguenti al ricevimento della lettera. Qualora infatti la risposta fosse negativa da parte dello stesso richiedente, e volesse ricandidarsi per gli anni successivi, dovrà ripercorrere la stessa procedura, ripresentando secondo le modalità stabilite la sua nuova domanda.
Abbiamo parlato a lungo della Santa Statuina, chiamata il “Santo”, che viene ad essere oggetto di culto ed elemento fulcro intorno a cui ruota l'articolarsi della festa. La Statuina appare dorata, ma in realtà si tratta di una patina d'oro ottenuta con la fusione di una parte del patrimonio del Santo, che fu applicata successivamente nel 1956, perché il corpo della Statuina, il materiale che la costituisce, è in realtà di legno e rischiava il deterioramento. La Statuina è alta circa sessanta centimetri e raffigura il Santo così coma l'ha consacrato, la rappresentazione iconografica popolare: con un bastone alla mano destra da cui pende un campanellino ed al suo fianco l'inseparabile maialino. Sul retro è posto un manico che permette di portare il “Santo” in processione, facendo sì che la gente possa toccare e baciare la Statuina, mentre colui che la porta, pulisce accuratamente di volta in volta con un fazzoletto, le parti che vengono baciate.
La Statuina che raffigura S. Antonio, sarebbe comparsa per la prima volta durante il secondo ventennio dell'Ottocento, e sembrerebbe commissionata da un agricoltore del luogo in relazione ad elementi acquisiti da un'antica leggenda e in riferimento di dotare la popolazione di un oggetto di culto non proveniente da quelli classici ereditati dalla tradizione cattolica. La comparsa della Statuina aprì così un conflitto con gli esponenti del clero in conseguenza ad una tendenza della popolazione a rendere la festa sempre più laica. Tant'è che ancora oggi la Statuina, successivamente benedetta dalla Chiesa, “passa di mano in mano” fra i Signori della festa, permanendo nel Duomo soltanto il tempo necessario allo svolgimento delle funzioni religiose.
Il Santo che entra a far parte della famiglia, viene consegnato nelle mani del capofamiglia, anche se recentemente è stata notevolmente sottolineata l'importanza del ruolo femminile; la donna compare adesso, nel momento del “passaggio”, accanto al marito davanti all'altare, ed è colei che accoglie in casa il Santo, tenendolo in mano per consentire il rituale bacio devozionale. Il Santo entra nella famiglia che lo accoglie per un anno intero come “uno di famiglia”; le espressioni usate in riferimento a Sant'Antonio inoltre indicano chiaramente una quotidianità, una familiarità, un'intimità del Santo con la sua comunità. L'espressione più ricorrente ed amichevole nel dirigersi alla casa del Signore della festa è infatti: “vado a trovare Sant'Antonio”.
La festa, pur nei mutamenti subiti, rappresenta la memoria di quel che c'è stato prima, degli avi e delle tradizioni; la volontà della continuità prende corpo nella grande partecipazione che testimonia l'attaccamento della popolazione monterotondese alla festa in onore del Vecchio Eremita.