LE ORIGINI

LE ORIGINI

Gli storici locali fissano la nascita della Festa di S. Antonio Abate tra il XV ed il XVI secolo, quando probabilmente nacque la Pia Unione. Alcuni studiosi, invece ritengono che sia di origini più remote, e che la Confraternita nacque per regolamentare ed organizzare la Festa, fino ad allora condotta all'insegna di una libera interpretazione da parte del popolo.

Si tramanda che alcuni vignaioli e carrettieri che trasportavano il vino su carri indossando berretti rossi, un giorno, durante una merenda dentro ad un tinello, dove si custodivano gli animali, decisero di istituire la Festa di Sant'Antonio Abate, essendo questo Santo il protettore degli animali. Questi ultimi, ed in particolare asini e cavalli, un tempo venivano adoperati soprattutto come mezzi di trasporto; i primi per portare “li bigunzi” pieni d'uva dalle vigne ai tinelli; i secondi per trasportare a Roma i carri sui quali veniva caricato il vino.

Inizialmente, Sant'Antonio veniva festeggiato il giorno stesso in cui cadeva la festa, ossia il 17 gennaio. Un solo giorno di festa, durante il quale, carrettieri e vignaioli portavano in Processione per il paese cavalli ed asini addobbati con fiori creati con carta velina e con l'Effige di S. Antonio incollata sulla fronte.

Anticamente si faceva solo il pranzo del lunedì, chiamato “Brocculata” dentro i tinelli, a differenza di oggi, questo pranzo era costituito dall'unica portata di broccoli e salsiccie.

(dal Libro “La festa di Sant'Antonio Abate a Monterotondo” di Marina Petri - 2002)