dal 1930-1960

SONETTI

1867 - Giuseppe Michelangeli

S. Antonio Abate combattuto dai demoni, va a trovare S. Paolo primo eremita. Un corvo, che miracolosamente provvedeva S. Paolo di mezzo pane, quel dì reca per entrambi un pane intero.

Come Anton dopo l'orrida battaglia,
sovra un ruscel con Paolo assiso s'era;
ecco un corvo volar dalla boscaglia,
di pan recando una formella intera.

E Paolo: Or ve' quanto appo Dio tu vaglia.
Mezzo pan già spedìami in su la sera:
al tuo venir doppiò la vettovaglia.
Tanto è dolce il Signor con chi in Lui spera!

Se dunque al tuo venir, pel tuo valore,
lo ben di Dio s'addoppia in su la terra;
O beato d'Egitto abitatore,

doppia fonte di grazie a noi disserra:
e alla Sposa di Cristo, e al suo Pastore
doppio trionfo impetra in doppia guerra.

Il signore della Festa: Giuseppe Michelangeli

1936 - Paride Mancini

La Tua bontà ineffabile, gran Divo,
e il soave Tuo grato aspetto
sono argomento certo, persuasivo,
che il nostro omaggio oh! Si Tè bene accetto.

Deh! Non lasciar del Tuo soccorso privo
un popol che T'invoca con affetto:
un popol che Ti celebra giulivo,
fidente d'un Tuo sguardo benedetto.

Tu fa che nel presente immenso duolo
ci sia propizio Iddio col perdono
e benedica al nostro Patrio suolo.

Consola chi sui campi e tra i perigli
fa di se stesso generoso dono
e lotta per la Patria e pe' suoi figli.

Re Nicola

1943 - Pio Ortenzi

Ora che grave e trepido d'attesa
batte sul mondo l'ora della storia
paterno e dolce T'ergi alla difesa
dai fulgori irradiato dalla gloria.

Tu passi e cogli il grido delle madri
il pianto di chi T'apre la sua cura,
dei bimbi i fior, il gemito dei padri,
l'amore che la Fede trasfigura.

Trasvola dalle piazze e dalle strade
del popol nostro colme e de la speme
e porta sulle gelide contrade,

sulle vie riarse di chi geme
di Cristo il verbo vincitor dell'Ade:
“Chi crede in Me la morte non più teme!”

Mons. Alberto Giovannetti

1947 - Paride Mancini

Lasciasti il pesante fardello
le cure, le gioie del mondo;
mirasti ad un fine più bello
con Fede e amore profondo.

Fiorì nel deserto la vita.
Trovasti pregando la pace
che invano nostr'alma smarrita
ricerca nel mondo fallace

Tra dune infuocate la via
trovasti, lottando, sicura
(cercarla nel mondo è follia)
che porta alla gioia futura.
Vedesti illustrato il cammino
sottratto alla falsa parvenza:
avesti quel senso divino
che è dono d'Eterna Sapienza

Pur noi nel deserto abitiamo
del mondo, fatale, anelanti,
qual turba dannata corriamo
tra immense rovine fumanti.

ancora non paghi, accecati.
Tua prese ci salvi, gran Santo:
ritorni il sereno. Placati,
migliori alla prova del pianto,

gli uomini a miti consigli
ritornino all'opre beati.
D'un Padre noi tutti siam figli
che sprona, che attende desiati.
Trovar potremo in Lui che aiuta
la via che abbiamo smarrita,
la vita che abbiamo perduta,
la pace che abbiamo tradita.

Don Giuseppe Boccetti

1951 - Pietro Mancini

Sant'Antognittu meu benedittu
io Te ricordo sempre co passione,
quann'ero munellittu, co lu core 'mpettu,
T'eccompagnavo pe la Precissione.

E me recordo pe la passeggiata,
piena de tutti nui montretunnisi,
a remirà la bella Cavargata
ce venevanu da tutti li paisi.

Tu che si statu sempre misericordiusu,
mitti 'na mani sopra 'sti flagelli,
fa che la pace revenga com'è d'usu
e facce volì bene da fratelli.

Proteggi sempre Montretunnu nostru,
le terre nostre che ce dau la vita,
pe recompenzacce de lu lavuru nostru!

David Stanislao

1953 - Mario Zaccaria

Alla luce di torce fumiganti
passa la processione, a tarda sera;
trema nell'aria lenta una preghiera,
erompe il grido degli alto - osannanti

fedeli, o Santo. Curva a Te davanti
implora pace, con pietà sincera,
la folla, che conobbe la bufera
dell'odio: fuoco e micidiali schianti.

Tu benedici con l'argentea mano
dell'intagliata effigie in legno adusto
il popolo d'Ereto; il senso umano

ridona al mondo fuorviato e ingiusto
sicchè, deposto il suo furore insano,
la guerra e il male aborra con disgusto.

Buccilli Aroldo

1954 - Giorgio Filesi

Sempre più caro torna al nostro cuore
il giorno consacrato alla Tua gloria,
il giorno in cui a pregarti con ardore
tutti accorriam con confidente amore.

Tu che siedi fra i giusti in Paradiso
con serto di vittoria incoronato,
e puoi tener, beato l'occhio fisso
al trono del Signor che ci ha creato.

Per noi rivolgi il tuo potente appello
al Padre Santo che nel ciel dimora
sì che sua pace in tutto il mondo imperi.

Su questo popolo, che con novello
slancio, con fede ardente ognor s'onora,
scendan le grazie del celeste amore.

F. Fortunati

1955- Ernesto Valeriani

O Sant'Antonio nostro paesano
che per tant'anni in processione o in sella
hai affratellato in un ambiente sano
chi portava la torcia o la cupella.

Conferma ancor, se non lo credi vano
che la Tua festa sarà sempre quella
contro la qual s'infrange il verbo insano,
ch'è “sillaba di DIO mai si cancella”.

Chiama ancor a raccolta tutti quanti,
rafforzaci la fede e la speranza
e benedici peccatori e santi:

Fa prosperar la nostra Fratellanza,
innalza a DIO per noi preghiere e canti
e mandaci le grazie in abbondanza.

E dacci la costanza
nella Tua fede che nel cor ci preme
e “strilleremo” sempre tutt'insieme
Evviva Sant'Antonio.

E. Ricciarelli

1956 - Amos Cardarelli

Passa la statuina Tua tra il canto
dei musici strumenti, silenziosa;
la folla china il capo pensierosa,
avvinta già dal vespertino incanto.

Rivà col tempo a Te prostrato, o Santo,
nel romitaggio della valle ascosa,
dove scegliesti per diletta sposa
la povertà, senz'ombra di rimpianto.

Libera vita in penitenza austera
che intorno spande grato odor di Dio!
Quando verrà per noi la lunga sera

senza ritorno d'alba, deh, il desìo
adempi: voli l'anima leggera
al riposante porto dell'oblio!

Aroldo Buccilli

1957 - Pietro Mancini

Se nero incombe sopra la collina
dai bei vigneti nembo grandinoso
e il vento col suo fischio tormentoso
quasi impaura l'ombra vespertina;

se nella stalla, il capo a terra china
domestico animale coleroso
cui toglie il morbo stimolo e riposo,
dentro accarnato, come acuta spina

a Te ricorre il campagnolo, o Santo
nel suo dolor. Che libera la terra
e l'aria e il fuoco il nome Tuo soltanto

da tristi influssi. Tu per lui disserra
la porta della grazia, ascolta il pianto,
trattieni l'ira che i superbi atterra.

Aroldo Buccilli

1958 - Ugo Betti

Udisti, o Santo, il monito divino,
quando, venduti i beni, ai poverelli
donasti tutto - in Cristo tuoi fratelli -
e della povertà l'aspro cammino

prendesti. Avvolto il corpo in rozzo lino,
passati gli anni nei singoli ostelli
del basso Egitto. Un antro irto di velli
era il tuo letto: il fimo, il tuo giardino!

Fosti così “e verbo Dei” perfetto
e su, nei cieli, avesti il tuo tesoro,
che non ottenne il ricco giovinetto.

Piega lo sguardo su di noi, t'imploro,
a risanare il torbido intelletto
dell'uomo che non brama altro che l'oro!

Aroldo Buccilli

1959 - Primiano Casadei Bernucci

Nell'appartata quiete romitale,
lungi dal fasto di egiziache corti,
drizzasti, o Santo, il vecchio dorso, assorti
nell'alba della luce celestiale

i guardi accesi. Urlava il maestrale
entro gli oscuri anfratti ed angiporti:
sembrava un canto lugubre di morti
che accompagnava il varco Tuo mortale.

Così passasti. Benché nudo, tersa
portasti a Cristo la divina stola,
a gloria per risorgere universa.

Ed oggi grida “un'altra volta sola!”
la folla dei fedeli a Te conversa
“Evviva il Santo, la cui fama vola!”

Aroldo Buccilli

1960 - Luigi Federici

Per l'uomo che fatica a rivoltare
le dure zolle dei terreni aviti
Ti prego, o Santo: i muscoli sfiniti
Tu gli ritempra all'opra salutare.

Per la massaia che sul focolare
curva, prepara i cibi saporiti
Ti prego, o Santo: i sensi suoi smarriti
Tu nel tormento corri a ravvivare.

Ai pargoli Tu dona col sorriso
l'ambita grazia di pensieri santi
che fanno della terra un paradiso.

Ai morti nei sepolcri riposanti
Tu mostra Dio nella sua gloria assiso
tra i celestiali spiriti osannanti.

Aroldo Buccilli